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SEO28 Febbraio 2026·8 min di lettura

5 errori SEO che stai facendo (e come correggerli)

Dal duplicate content alle meta description vuote: ecco i cinque errori SEO più comuni e le azioni concrete per correggerli oggi stesso.

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Lirink Team
Digital Agency

La SEO non è magia nera. È un insieme di pratiche tecniche e contenutistiche che, se fatte bene, portano traffico qualificato al tuo sito senza pagare un centesimo per click. Il problema? La maggior parte dei siti che analizziamo commette errori banali che bloccano il posizionamento.

Ecco i cinque più frequenti — con le soluzioni concrete per ognuno.

1. Meta description vuote o duplicate

La meta description è il testo che appare sotto il titolo nei risultati di Google. Se è vuota, Google la genera automaticamente — spesso con risultati pessimi. Se è uguale per tutte le pagine, Google capisce che non stai curando i contenuti.

La soluzione: scrivi una meta description unica per ogni pagina, tra 120 e 155 caratteri, che includa la keyword principale e un invito all'azione. Non è un fattore di ranking diretto, ma influenza il click-through rate — e quello sì che conta.

2. Immagini non ottimizzate

Immagini da 3MB che rallentano il sito, nomi file tipo "IMG_4523.jpg" e attributi alt vuoti. Tre errori in uno che vediamo nel 90% dei siti che analizziamo.

  • Comprimi le immagini (usa WebP, idealmente sotto i 200KB)
  • Rinomina i file con keyword descrittive (es: "sito-web-ecommerce-milano.webp")
  • Compila sempre l'attributo alt con una descrizione reale dell'immagine
  • Usa il lazy loading per le immagini below the fold

3. Struttura URL caotica

URL come "tuosito.it/p?id=4523" o "tuosito.it/servizi/web-design-professionale-siti-ecommerce-responsive-2026" sono entrambi sbagliati. Il primo non dice nulla, il secondo dice troppo.

Gli URL migliori sono brevi, descrittivi e contengono la keyword principale: "tuosito.it/servizi/web-design/". Punto. Google e gli utenti ti ringrazieranno.

4. Contenuti thin o duplicati

Pagine con 50 parole di testo, pagine prodotto con la stessa descrizione del fornitore, pagine servizi che si differenziano per una sola parola. Google penalizza i contenuti sottili e duplicati perché non offrono valore all'utente.

Ogni pagina del tuo sito deve avere un contenuto unico, approfondito e utile. Se una pagina non merita almeno 300 parole di contenuto originale, probabilmente non merita di esistere.

5. Ignorare i Core Web Vitals

Dal 2021 Google usa i Core Web Vitals come fattore di ranking. LCP (Largest Contentful Paint), FID (First Input Delay) e CLS (Cumulative Layout Shift) misurano quanto il tuo sito è veloce, reattivo e stabile visivamente.

Usa Google PageSpeed Insights per analizzare il tuo sito. Se il punteggio mobile è sotto 70, hai un problema. Le cause più comuni: hosting lento, JavaScript bloccante, immagini non ottimizzate e font che causano layout shift.

Non serve essere sviluppatori per monitorare questi dati. Google Search Console li mostra gratuitamente nella sezione "Esperienza" — controllali almeno una volta al mese.

Bonus: non avere Google Search Console

È gratuito, ci vogliono 5 minuti per configurarlo e ti dà dati che nessun altro strumento può darti: le query reali con cui le persone trovano (o non trovano) il tuo sito, gli errori di indicizzazione, i problemi di usabilità mobile.

Se non l'hai ancora configurato, fallo ora. Sul serio, adesso. È il primo passo per qualsiasi strategia SEO.

CATEGORIA:SEO
Pubblicato il 28 Febbraio 2026·8 min di lettura

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